Da quando sono entrato in questo blog, ho sempre voluto parlare in maniera quasi ingombrante e preponderante di hip-hop e rap, e non posso che ritenermi soddisfatto per il rinnovato interesse verso questo vastissimo genere sia dei miei colleghi di redazione sia del pubblico milanese.
Gli anni post-pandemici (dal 2022 in poi) sono stati particolarmente caratterizzati dalla dominanza quasi totale della black e urban music nelle classifiche, e questo è spesso coinciso anche con un notevole aumento dei concerti su territorio italiano.
Se da una parte le apparizioni live di mostri sacri come Travis Scott (addirittura tre volte in due anni), The Weeknd, Tyler the Creator, Playboi Carti, Kanye West (o Ye, come preferisce ora, in arrivo il prossimo luglio), Drake e tanti altri mi lasciano relativamente indifferente, mi rincuorano molto di più i live in territorio nazionale di billy woods (presente per il secondo anno di fila al C2C di Torino), JPEGMAFIA (trionfale il suo sold out all’Alcatraz dello scorso Gennaio), Danny Brown, Action Bronson, Clipse e tanti altri.
Tra questi, voglio concentrarmi sul secondo live milanese di Earl Sweatshirt, tenutosi il 3 Febbraio 2026 ai Magazzini Generali di Milano.
Rapper e beatmaker americano/sudafricano, classe 1994, nato a Chicago ma cresciuto a L.A., si fa notare fin da giovanissimo col mixtape Earl e il disco di debutto Doris.
La storia di Earl, all’anagrafe Thebe Neruda Kgositsile, è senza dubbio distintiva: dall’ingresso in Odd Future nel 2010, all’esilio di due anni in Samoa poco dopo (la madre lo spedirà in una clinica per disintossicarsi dalle droghe), al movimento “Free Earl”, alle collaborazioni con mostri sacri sia dello showbiz che dell’underground, come Frank Ocean, Tyler, Freddie Gibbs, MIKE, Boldy James, Mac Miller e The Alchemist.
Se Doris e I Don’t Like Shit, I Don’t Go Outside lasciano assaporare il talento del ragazzo sia come scrittore, che come campionatore e scopritore di suoni, Some Rap Songs del 2018 è uno dei dischi più interessanti del panorama recente ed è il lavoro che lo consacra non solo come astro nascente, ma colosso.
La data dello scorso 3/02 è parte del suo “3L Tour” e serve a presentare Live Laugh Love, il suo primo lavoro sotto major.
I magazzini sono gremiti (e, non casualmente, pieni di colleghi nostrani). Dopo l’apertura del rapper Sideshow, alle 22 Earl sale puntuale sul palco sulle note di Riot!, per poi continuare per un’ora filata senza perdersi una sillaba.

La scaletta è centrata sui due lavori più importanti, l’ultimo pubblicato e “Some Rap Songs”, con una piccola incursione di “Voir Dire”, il joint album pubblicato con Alchemist.
Il concerto prosegue senza intoppi e non manca di chicche per i fan più datati, come Grief e Molasses.
Sulle note di TOURMALINE si chiude il concerto, breve ma intenso.

Le foto sono gentilmente concesse dal fotografo Mauro Rigaldi.




