il 18 settembre 2025 è un caldissimo giovedì sera di fine estate, e cogliamo l’occasione per assistere al secondo concerto in Italia di Hayden Pedigo.
Hayden, classe 1994, originario di Amarillo, Texas, non è un personaggio semplice e porta con sé una storia personale estremamente variegata: dal padre prete battista, all’homeschooling, al matrimonio a soli 21 anni con la sua L’Hannah, passando per la candidatura a sindaco del suo paese ed esperienze nella moda.
Una vita poliedrica per un ragazzo che ha appena compiuto soltanto 31 anni e vanta già più di 5 dischi all’attivo. La carriera musicale di Hayden inizia fin dall’infanzia, con lo studio approfondito della chitarra e di idoli come Stevie Ray Vaughan e Ry Cooder, per poi avvicinarsi a John Fahey, da lui stesso additato come una delle sue più grandi influenze, al primitivismo americano, King Crimson, Genesis, Miles Davis e tantissimi altri.
Quella all’ARCI Bellezza è una delle due date italiane di questa “leg” del tour europeo e presenta per la prima volta I’ll Be Waving as You Drive Away, il disco pubblicato a giugno 2025 con Mexican Summer.
L’album è la conclusione della “Motor Trilogy”, iniziata con Letting Go (2021) e proseguita con The Happiest Times I Ever Ignored nel 2023.
I tre album, raccontati nel concerto, mostrano l’evoluzione dello stile chitarristico di Pedigo, a metà tra arpeggi psichedelici, tempi composti e arpeggi reminiscenti della storia della chitarra americana, con un grande utilizzo dei silenzi e delle dilatazioni temporali per costruire atmosfere.
La sala del Bellezza è gremita di un pubblico sorprendentemente vario, e il musicista americano si occupa personalmente di condurla in uno stato al di fuori di ogni realtà e preoccupazione (come dirà anche sul suo profilo Instagram), cercando di creare un clima intimo e molto libero.

Ogni brano viene prima introdotto e raccontato a voce, con tono sommesso, scherzoso, e non mancano le conversazioni col pubblico sugli argomenti più disparati: dalla sua Amarillo, al recente trasferimento a Oklahoma City, al nuovo album realizzato in collaborazione coi suoi nuovi vicini di casa, i violentissimi Chat Pile, all’amore per l’Europa.La scaletta, all’apparenza breve e fatta di solo sei brani, copre più di un’ora e coinvolge proprio per l’uso magistrale del silenzio, dell’ambiente, oltre all’ottima tecnica chitarristica.
Si parte con Smoked, simpaticamente ispirata a Entangled dei Genesis, con i suoi arpeggi rinascimentali alla 12 corde e gli armonici immersi in un suggestivo riverbero e si passa poi a Long Pond Lily eseguita con l’elettrica, che si muove in ambito più classicamente American Primitive con atmosfere psichedeliche e intricati svolazzi chitarristici. E’ poi la volta di Elsewhere che con le sue melodie cristalline all’acustica ricorda le sonorità new age di un Alex De Grassi o del primo Will Ackerman e della spaziosa Rained Like Hell, definita come una “ugly song” ispirata agli Earth di Dylan Carlson- La conclusione è affidatadue title track, la meditativa The Happiest Times I Ever Ignored e I’ll Be Waving as You Drive Away, incorniciata da un passaggio onirico ed emozionante.
Il risultato è davvero sorprendente e inaspettato: è raro vedere come un ragazzo così giovane e così all’apparenza distante per cultura, appartenenza e modi, riesca a catturare un pubblico variegato e così numeroso.
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