Se siete tra quelli che tengono d’occhio le faccende di casa Tindersticks, avrete certamente intercettato il video del singolo Man Alone (can’t stop the fadin’) che anticipa il nuovo disco della band londinese, Distractions, in uscita per City Slang il 19 febbraio. Protagonista del video è proprio la città di Londra, ripresa dal finestrino di un’auto in corsa che sembra perdersi lungo le sue strade in una deriva solitaria e psicogeografica. Uno smarrimento che trova il perfetto corrispettivo musicale nel battito notturno della canzone e nel canto reiterato, che finisce per perdere identità e svanire nella struttura stessa della città. Un brano che con i suoi undici ipnotici minuti di groove disossato e pieno di scorie avant, non solo rappresenta uno degli apici assoluti del repertorio dei Tindersticks, ma si candida fin da ora a rimanere tra le cose più belle dell’anno appena iniziato:

tindersticks - Man alone (can’t stop the fadin’)

Inutile dire che un’anticipazione così non può che aumentare le aspettative nei confronti del disco, che – diciamo subito – è un lavoro notevolissimo. E ciò nonostante dei sette brani del programma tre sono rappresentati da cover. Dico “nonostante” perché la presenza cospicua di brani altrui avrebbe potuto far pensare a un disco raccogliticcio o comunque minore. Ma la scelta di inserire tre cover in un già esiguo programma rivela probabilmente il vero intento del disco: quello di focalizzarsi sul suono (magari prendendosi anche una pausa dalla scrittura) e lavorare maggiormente su atmosfere fumose e torbate e cesellature chirurgiche, ma piene di profondità soul. Tutto questo al fine di percorrere strade nuove, per una band ancora assolutamente vitale, che sta in giro da trent’anni e dimostra di essere invecchiata molto meglio di tante formazioni coeve.

I pilastri del disco vengono posti rispettivamente all’inizio e alla fine del programma: il mastodonte cripto-house Man Alone (can’t stop the fadin’), di cui si è già detto, e la iper-tinderstickiana (what else?) The Bough Bends, che sgrana accordi di chitarra in moviola, prima di salutare la notte, mescolando Fender Rodhes e rumori dell’alba. In mezzo, un quasi spoken che si fa carico delle confidenze del vecchio Stuart A. Staples (I imagine You), un numero (piuttosto canonico) in francese intitolato Tue-moi e le tre cover di cui dicevamo: una Man needs a maid che avvolge più degli archi di Jack Nitzsche, una Lady with the braid, che sfoggia una coda minimale che è un capolavoro di sottrazione e cura delle timbriche e, infine, la bellissima You’ll have to scream louder che prende la follia dei Television Personalities e la rende algida, funky e quasi sexy. 

Che dire? Tutto perfetto. Buon ascolto (notturno).

Tindersticks - You'll have to scream louder (Official Audio)