Ghost Town” è uno dei più grandi 45 giri mai diffusi in Inghilterra.
E’ stato pubblicato il 12 giugno del 1982 dal gruppo inglese degli Specials e rappresenta l’ultimo singolo dato alle stampe dalla band nella sua leggendaria formazione originale.
La circostanza che la canzone costituisca, dunque, l’atto finale di una delle avventure più entusiasmanti del pop di ogni tempo e latitudine non fa che aumentarne il fascino.

O forse no.

Forse la forza di “Ghost Town” prescinde dagli Specials e dalla conoscenza della loro breve storia che, nel volgere di pochi (pochissimi) anni, diede vita a una rivoluzione di cui ancora oggi è possibile percepire echi (dub, ovviamente) tra le pieghe di molta musica pop.


Ascoltare “Ghost Town” in tempi di pandemia fa un certo effetto.
Mai come in questi giorni le nostre città sembrano essere diventate dei luoghi fantasma, in cui il timore del contagio ha azzerato più che il contatto tra gli uomini, la reciproca empatia.
Ma forse la desertificazione delle nostre città, che è effetto e non causa, che segue e non precede l’inaridimento delle relazioni umane, non inizia oggi.

In questi giorni di vuota quotidianità e straniante solitudine, forse occorrerebbe adoperarsi per coltivare un sentimento di nostalgia verso una socialità che da qualche anno (troppi) abbiamo cominciato a ritenere solo un accessorio e non l’elemento centrale della nostra stessa esistenza. Occorrerebbe, forse, indulgere in un desiderio di unità, che è stato messo in crisi da tempo e non certo soltanto in occasione delle vicende delle ultime settimane.

In questo ci torna utile la vicenda degli Specials. Band multietnica e dalle mille influenze musicali. In un contesto come l’Inghilterra depressa di fine anni settanta che stava per consegnarsi alla fottuta Lady di Ferro, doveva fare un certo effetto vedere assieme due neri e cinque bianchi: un rude boy giamaicano e rissoso, un punk bipolare e gentiluomo, un rockabilly che faceva a gara con Paul Simonon per lo scettro del tossico più stiloso, tre studenti d’arte (fra cui si nascondeva il geniale deus ex machina che aveva arruolato tutti gli altri), e un bravo ragazzo di colore, talmente gentile da finire per beccarsi una coltellata alla gola. Nella loro musica allignava lo ska, il dub, il punk, la wave e il rock n’ roll. Ai loro concerti si facevano vedere rude boys, mods, skinhead, fasci, comunisti e punk. Un contesto in cui spesso non poteva che nascere la rissa, ma in cui quasi sempre alla fine a prevalere era la musica e il messaggio di unità e gioia che la band fattivamente propugnava con la propria formazione, la propria postura e dei testi che parlavano, senza tentare edulcorazioni poetiche, della difficile vita quotidiana.

E di difficile vita quotidiana parlava anche “Ghost town”. Di città sempre più tristi e senza lavoro, dove la gente diventa “arrabbiata” e tende a incattivirsi, dove la violenza esplode per dissipare energie che non riescono a incanalarsi da nessuna parte e i giovani vengono lasciati sullo “scaffale”, mentre marcisce tutta la loro vitalità.
L’antidoto a questa terra desolata proposto dalla band pare essere la danza e il canto.

Eppure qualcuno, ascoltando l’opprimente e spettrale linea vocale, le urla morriconiane dei cori, l’andamento arabeggiante del riff e i rumori di sirene con cui si apre e chiude il brano, ha pensato si trattasse di un pezzo senza speranze.

Sbagliava.
Si trattava piuttosto di un momento di riflessione.
Di presa di coscienza.
Di nostalgia, forse.

Affidato, come è giusto che sia, alla musica.

The Specials - Ghost Town (Official Music Video)

This town is coming like a ghost town
All the clubs have been closed down
This place is coming like a ghost town
Bands won’t play no more
Too much fighting on the dance floor
Do you remember the good old days before the ghost town?
We danced and sang, and the music played in a de boomtown
This town is coming like a ghost town
Why must the youth fight against themselves?
Government leaving the youth on the shelf
This place is coming like a ghost town
No job to be found in this country
Can’t go on no more
The people getting angry
This town is coming like a ghost town