Sia benedetta la psichedelia che ad ogni ascolto ci porta via! …e siano benedetti Jonathan Donahue e Grasshopper che, non  dimentichi dei giorni ormai lontani in cui ci strapazzavano i neuroni con quei Mercury Rev (quelli rumorosi e psichedelici, per intenderci), decidono di ritornare sul luogo del delitto. E lo fanno utilizzando il nome di Harmony Rockets e tre lunghe jam strumentali che preferiscono al rumore di quei dischi seminali, una morbida, vorticosa e liquida psichedelia. Insomma, meno straniamento e più estasi. I due soci si circondano di ospiti di eccezione lo straordinario Nels Cline qui in veste di incantatore di serpenti e Steve Shelley roccioso metronomo come sempre. Curiosamente degli ospiti presenti quello che risulta meno in evidenza è proprio quel Peter Walker che divide con loro l’intestazione del disco. La chitarra acustica di questo antico pioniere del fingerstyle raga-folk sembra, infatti, spesso perdersi nella densità elettrica del gruppo.
No, non siamo tornati agli splendori lisergici di “Yerself Is Steam” ma, se avete bisogno di ampliare la vostra dotazione di elisir per viaggi psichici, servitevi pure al laboratorio di Donahue e Grasshopper.
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